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Archive for aprile 2006

L’Italia e il calcio

Non riesco più a sopportare che si adoperi il linguaggio calcistico in modo inopportuno, ossia al di fuori dello sport. Questo triste fenomeno si verifica in politica ormai da oltre dieci anni, per esempio. Si sente spesso di qualche politico che "scende in campo" (e non si tratta certo del campo di battaglia), questo è un tipo di espressione che rende perfettamente l’idea di quello che voglio dire, ma di esempi se ne potrebbero fare molti altri. Forse qualcuno pensa che questo sia l’unico modo per far capire certe cose alle persone? Facendo paragoni con situazioni calcistiche? Spero di no, ma potrebbe darsi, vista la dipendenza dal calcio che ci ritroviamo (e per fortuna non parlo per me). La cosa importante è comunque non scambiare il gioco con la realtà. Dal calcio non ci torna nulla (casomai ci costa) e magari se ne sente discutere nei bar, ma tutto finisce lì; la politica invece può determinare il nostro modo di vivere e non è possibile che, come per il calcio, se ne discuta in un bar e poi tutto finisca lì. I francesi (a parte i delinquenti sempre presenti ovunque) ci hanno dimostrato che è possibile farsi sentire. Noi non ci siamo mai fatti sentire seriamente né per l’università, né per il precariato, né per le truffe bancarie (e c’è sicuramente altro ancora); al massimo ci siamo fatti sentire per qualche squadra condannata alla retrocessione o a non potersi iscrivere al campionato (tra l’altro per motivi di legalità).
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Giornalismo

7 aprile 2006 1 commento

Stamattina ho letto questa notizia, che mi ha sorpreso, e che riporto dal sito di Tgcom (testo in corsivo):

Agcom: Rai sanzioni la Annunziata

Par condicio, "Per puntata con premier"

Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni ha accertato la violazione della normativa sulla par condicio da parte di Lucia Annunziata, conduttrice della trasmissione Rai "In mezz’ora", nella puntata con il premier Berlusconi. L’organismo di garanzia avrebbe perciò invitato la Rai ad assumere i provvedimenti del caso. La decisione è stata assunta a maggioranza.

L’Authority è tornata sul caso Annunziata su richiesta dell’Ufficio legale della Rai, che nei giorni scorsi aveva comunicato all’organismo di garanzia di aver già inviato quattro lettere di richiamo alla stessa conduttrice (che però non è dipendente di Viale Mazzini), al direttore del Tg3 Antonio Di Bella, al direttore di Raitre Paolo Ruffini e alla Palomar, che produce ‘In mezz’ora’.

L’Agcom ha chiesto così alla tv pubblica di assumere provvedimenti disciplinari contro Annunziata e i responsabili del programma. I commissari di centrosinistra hanno votato contro, a favore quelli del centrodestra e il presidente Calabrò.

Ho seguito entrambe le puntate della trasmissione di Lucia Annunziata e non ho dubbi sul fatto che lei sia stata un esempio di giornalismo per tutti i suoi colleghi. Inizialmente si era ritenuto che avesse pregiudizi nei confronti di Berlusconi, finché poi non è stata la volta di Prodi, il quale è stato messo in seria difficoltà anche lui dalla giornalista. Ma è così che si fa questo mestiere, ponendo domande anche e soprattutto scomode, cercando di far emergere il reale pensiero dell’interlocutore. Non si può pensare di porre domande comode, la cui risposta è spesso ovvia. Ci siamo abiutati, e anche i politici si sono abiutati, a giornalisti dalle domande comode e che a volte hanno addirittura paura a porre delle domande; per rendersene conto basta ripensare ai due duelli Berlusconi-Prodi che sono andati in onda su Raiuno e alle domande poste in quella sede.

Sia Prodi che Berlusconi hanno fatto delle brutte figure, incalzati dalle domande della Annunziata, e credo questa sia stata la dimostrazione più significativa della par condicio.

Ciò che è preoccupante è che questo problema del giornalismo non sarà limitato a questo periodo di campagna elettorale. Proprio per questo motivo l’informazione, almeno nel nostro paese, sta scomparendo, in favore di una falsa informazione fatta solo di quello che qualcuno vorrà dirci.