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Le messe di Couperin: Adriano Falcioni

Copertina dell'album

Dopo aver messo a confronto qualche mese fa due registrazioni delle messe per organo di Couperin, quella di Gillian Weir del 1973 e quella più recente di Jean-Baptiste Robin (2004), oggi aggiungiamo ad esse una terza registrazione di queste composizioni: quella di Adriano Falcioni all’organo della chiesa di Santa Maria della Neve a Senigallia, un doppio CD inciso nei primi mesi di quest’anno e pubblicato da Brilliant Classics all’inizio di novembre.

È noto che le composizioni per organo francesi richiedono un largo uso di registri ad ancia, ed è altrettanto noto agli intenditori che gli organi italiani, a differenza di quelli francesi e iberici, non sono storicamente famosi per le loro ance¹; molti dei nostri strumenti antichi non ne disponevano neppure e si puntava tutto sul carattere forte e personale del ripieno e dei principali². Il moderno organo protagonista di questa registrazione rappresenta un’eccezione in questo senso, dispone infatti di sette registri ad ancia caratterizzati da un timbro spiccato e brillante, rotondo ma in alcuni casi anche aspro; la ricchezza di armonici è tale da richiamare non solo le sonorità francesi ma talvolta addirittura quelle spagnole, grazie anche all’attacco deciso. La presenza di un forte registro di terza (la fila acuta della Sesquialtera) rende lo strumento ancora più adatto all’esecuzione di Couperin. La mancanza di registri specifici (è il caso, ad esempio, della Voix humaine) viene abilmente compensata dall’organista mediante opportune combinazioni. Costruito nel 2001 dalla fabbrica Fratelli Pinchi – Ars Organi, lo strumento è ben temperato e a trasmissione completamente meccanica.

L’esecuzione di Falcioni è avvincente: l’organista procede con un buon ritmo senza perdere in chiarezza; il fraseggio è molto curato così come la scelta dei registri e la conseguente dinamica. Il Gloria della Messe pour les paroisses permette di apprezzare subito le qualità delle ance del Pinchi; notevole la meditativa Tierce en taille (Gloria VI) e l’Offertoire, da cui emerge buona parte della timbrica dell’organo. Il Chromhorne en taille (Benedictus), probabilmente concepito anche per l’elevazione, risulta commovente nella sua semplicità e insieme con il Chromhorne sur la taille (Gloria V) della Messe pour les couvents è da ascoltare con l’ausilio di altoparlanti o cuffie di qualità al fine di poter cogliere la voce profonda e al tempo stesso eterea del Bordone 16′ che dal basso sorregge l’armonia. Molto evocativa anche la Tierce en taille (Elevation). Tante altre perle si nascondono all’interno dei brani non citati; i due dischi scorrono come l’olio e li si apprezza di più ad ogni successivo ascolto.

Le parti gregoriane sono eseguite dal gruppo vocale femminile Armoniosoincanto diretto da Franco Radicchia. Il canto procede speditamente e le eleganti voci si intrecciano armoniosamente con la partitura organistica. La Messe pour les paroisses alterna all’organo il canto gregoriano Cunctipotens genitor Deus che era quello ufficialmente adottato dalle parrocchie per le solennità principali, con l’aggiunta delle seguenti parti non contemplate dalla partitura del compositore francese: Introitus e Communio, tratti dall’Officium de S. P. N. Francisco ad missam, e Credo Angelorum (canto fratto) proveniente da un manoscritto dei codici di Trento.
La Messe pour les Couvents non prevede invece un canto specifico, una scelta pensata per lasciare libera scelta alle singole comunità religiose. In questo caso è stata scelta come integrazione la Missa Sexti Toni di Henry Du Mont, anch’essa ben nota al tempo di Couperin. Completano la messa l’Introitus “Quasi modo” della Hebdomada secunda Paschae e il Communio “Diffusa est gratia” dalla Commune Beatae Mariae Virginis.

La registrazione, effettuata in digitale, è di eccellente qualità. L’acustica della chiesa è molto gradevole e, grazie all’ottima ripresa, ogni nota è distinguibile insieme col proprio timbro; ascoltando in cuffia spesso è perfino possibile localizzare la posizione delle canne. Si rileva un solo piccolo difetto nell’Offertorium della Messe pour le paroisses³, forse un taglio non proprio perfetto, nulla comunque di davvero rilevante.

Il libretto dell’album contiene delle note relative alle due messe a cura del direttore Franco Radicchia e le informazioni tecniche sullo strumento, riportate anche in fondo a questo articolo.

In definitiva si tratta di un’edizione molto valida; i puristi dell’esecuzione filologica potrebbero obiettare che, nonostante le caratteristiche foniche già discusse, lo strumento scelto non sia quello più indicato, ma in ogni caso chi cerca un’esecuzione chiara e briosa non potrà che essere soddisfatto da quest’album. Chi desidera ascoltare un organo classico francese può provare ad orientarsi sull’esecuzione di Jean-Baptiste Robin all’organo Clicquot della cattedrale di Poitiers (Naxos, non include le parti gregoriane), anche se, purtroppo, a scapito della chiarezza del suono per via del notevole riverbero presente; va notato inoltre che anche quel Clicquot non è dell’epoca di Couperin, essendo stato realizzato solo nel 1790.

(¹) Per un modesto approfondimento si rimanda a questa monografia tratta dall’Enciclopedia Treccani. (²) Un’interessante eccezione è costituita dai Tromboncini.
(³) CD 1, traccia 17, minuto 2’44”.


Dettagli dell’album

Compositore: François Couperin Titolo: Mass for the Parishes / Convents
Artista: Adriano Falcioni Casa discografica: Brilliant Classics
Coro: Gruppo Vocale Armoniosoincanto Direttore: Franco Radicchia
Codice prodotto: 94333 Numero di dischi: 2
Data registrazione: feb.-mar. 2012 DDD Data di uscita: novembre 2012
Package: 2 CD Jewel-Case EAN-13: 5028421943336

Organo Pinchi della chiesa di Santa Maria della Neve a Senigallia (2001)

Organo Pinchi della chiesa di S. Maria della Neve a Senigallia (2001)
Foto: Parrocchia S. M. della Neve, per gentile concessione di F.lli Pinchi – Ars Organi.

Organo a tre manuali. I e III tastiera di 54 note Do-fa. II tastiera di 61 note Do-do. Pedaliera di 30 note Do-fa. Meccanica sospesa per i manuali, a leva per il pedale e i registri. Registri totali: 27, file totali: 38, canne totali: 1.965. La3: 440 Hz.

Disposizione fonica

I. Positivo
Principale violino 8′
Bordone amabile 8′ (legno)
Flauto a becco 4′ (legno)
Principale 2′
Sesquialtera II 2 2/3′-1 3/5′
Cimbalo III 1′
Cromorno 8′
Clarone 4′

II. Grand’organo
Bordone 16′
Principale 8′
Flauto a camino 8′
Ottava 4′
Nassat 2 2/3′
Ottavino armonico 2′
Mistura IV-VI 2′
Tromba 16′
Tromba 8′

III. Recitativo
Bordone 8′
Cornetto IV 4′
Dulciana orizzontale 8′ (legno)
Tromba 8′

Pedale
Contrabbasso violone 16′
Bordone 16′
Principale 8′
Flauto a cuspide 8′
Basso corale 4′
Trombone 16′

Unioni
I-8′ Ped.
II-8′ Ped.
III-8′ Ped.
III-4′ Ped.
III-2′ Ped.
I-II
III-II

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