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L’organo restaurato della cattedrale di S. Lorenzo a Perugia

22 novembre 2015 2 commenti
Corpo d'organo dell'abside
Corpo d’organo dell’abside (foto tratta dal sito della ditta organaria Pietro Corna).

L’attuale organo Tamburini della cattedrale di Perugia è uno strumento di costruzione relativamente recente: progettato intorno alla metà degli anni sessanta da Fernando Germani, già organista della Basilica di San Pietro in Vaticano, fu da lui stesso inaugurato nel 1967. Gli 87 registri suddivisi in quattro manuali e pedaliera ne palesano la vocazione sinfonica, e consentono di eseguire con buoni risultati un repertorio molto vasto. A differenza di molti strumenti di questo genere, si può apprezzare abbastanza chiaramente il carattere dei vari registri, che si prestano bene anche all’uso solistico. La ditta Pietro Corna, che si è occupata del restauro dello strumento, ha provveduto anche ad aggiungere alcune nuove file di canne: un Open Diapason 8′ al Grand’organo e delle Trombe orizzontali (en chamade) a forte pressione di 16′, 8′ e 4′; queste ultime in particolare arricchiscono la forza espressiva dello strumento, che già disponeva di Cromorno, Oboe, Voci corali e di altri registri di tromba. Le canne sono ripartite in due corpi distanti alcuni metri tra loro, e la consolle è a trasmissione elettrica, risultando così ricollocabile con una certa libertà all’interno della chiesa.

A seguito del restauro, il 21 novembre 2015 (casualmente il giorno di Santa Cecilia) l’organista titolare Adriano Falcioni ha tenuto un concerto di inaugurazione con il seguente programma:

  • J. S. Bach: Passacaglia e thema fugatum, BWV 582
  • J. Jongen: Sonata Eroica, op. 94
  • J. S. Bach: Sicilienne dalla sonata per flauto, BWV 1031 (trascrizione di L. Vierne)
  • L. Vierne: Carillon de Westminster, op. 54 n. 6
  • J. S. Bach: Corale “Nun komm, der Heiden Heiland”, BWV 659
  • M. Duruflé: Suite op. 5 (Prelude, Sicilienne, Toccata)

La Passacaglia, eseguita in crescendo, consente fin da subito di apprezzare la varietà timbrica del Tamburini: dopo l’esposizione iniziale del tema al pedale con soli registri di basso (16′ e 8′), si aggiungono i manuali, prima con bordoni e flauti, e poi gradualmente con i principali e le relative file di ripieno. Non mancano alcune parentesi particolarmente recitative con il registro d’oboe. Man mano che la Passacaglia si sviluppa, fanno il loro ingresso anche le ance, fino ad arrivare alla Bombarda 32′, la cui canna più lunga suona proprio nell’ultimo accordo. Il Thema fugatum presenta una progressione simile e, analogamente alla Passacaglia, culmina con un potentissimo Tutti.

La Sonata Eroica di Joseph Jongen permette anch’essa di esprimere la dinamica dello strumento, anche se in modo totalmente diverso da Bach. Si apprezza in particolare la versatilità delle ance, che si rivelano adatte al repertorio romantico e moderno francese.

L’acustica della cattedrale di Perugia non è tra le più semplici da gestire, sono necessari tempi nell’ordine dei secondi affinché il suono si stabilizzi all’interno dell’edificio; il fatto che le canne siano dislocate in corpi diversi rende ancora più complicato il lavoro dell’organista. La potenza dell’organo consente di riempire la chiesa senza problemi, ma al tempo stesso l’acustica impone dei limiti al virtuosismo dell’esecutore soprattutto quando entrano in gioco molte file di canne. Il rischio è che un’esecuzione troppo veloce produca un suono confuso a causa della sovrapposizione di troppi suoni che insistono a riflettersi tra le pareti della cattedrale.

Il delicato Siciliano di Bach, nella trascrizione per organo di Louis Vierne, evidenzia le potenzialità recitative dell’organo sia con l’ancia Voci corali che con il semplice registro di Principale, il quale presenta una sonorità che si sposa perfettamente anche con la musica romantica francese. Ne è dimostrazione l’opera successiva, Carillon de Westminster, che inaspettatamente attacca alla fine del brano precedente, quasi senza interruzione. L’organista si muove con sicurezza tra le tastiere e i pedali di questo strumento, gestendone anche le numerose combinazioni programmabili; nel caso del Carillon, anche le casse espressive mostrano chiaramente la loro efficacia.

A seguire, nel corale di Bach BWV 659, il canto è affidato ai registri di mutazione e si apprezza in particolare una terza piuttosto forte, ben adatta al repertorio barocco tedesco e francese.

Chiude il programma la Suite di Duruflé che, nella sua complessità, mette alla prova il Tamburini (e ovviamente pure l’organista) su tutti i fronti: dinamico, timbrico e recitativo.

Adriano Falcioni ha dimostrato ottima conoscenza e padronanza dello strumento; ogni partitura è stata preparata nei minimi dettagli anche dal punto di vista della registrazione, un fattore importante quando si parla di organi che dispongono di una tavolozza timbrica così ampia.
Le combinazioni scelte, oltre ad aver messo in evidenza le capacità sinfoniche dell’organo, hanno mantenuto alta l’attenzione del pubblico anche nel caso delle composizioni più complesse in programma come la Sonata Eroica di Jongen, la Suite op. 5 di Duruflé e anche la Passacaglia, in cui ad ogni variazione di Bach, l’organista ha fatto corrispondere una variazione timbrica. Quest’ultimo caso è particolarmente interessante perché attualmente, per motivi legati alla cosiddetta (e supposta) prassi esecutiva autentica, è molto raro poter ascoltare esecuzioni suggestive come quella di Falcioni, vicina, se vogliamo, alle storiche interpretazioni di Karl Richter, Helmut Walcha e Fernando Germani. Sempre più spesso, invece, la Passacaglia viene eseguita con l’organo pleno praticamente dall’inizio alla fine, con minime variazioni di registrazione, producendo un risultato sì interessante ma a mio avviso decisamente meno coinvolgente.

In definitiva, questo Tamburini si rivela uno strumento eclettico che si presta bene all’esecuzione dei capolavori romantici francesi (Franck, Guilmant e anche Vierne e Widor), grazie alle recenti aggiunte nel comparto ance. Le numerose file di ripieno, nonché la presenza del registro di Voce umana, rendono possibile anche l’esecuzione del repertorio italiano. I registri di mutazione, sia semplici che composti come Sesquialtera e Cornetto, insieme con la buona dotazione di flauti, permettono infine di eseguire gran parte della musica tedesca a partire dal periodo barocco.


Organo Tamburini, Cattedrale di S. Lorenzo, Perugia (1967)

Corpo d'organo del transetto
Corpo d’organo del transetto (foto tratta dal sito della ditta organaria Pietro Corna).

Il monumentale organo della cattedrale di S. Lorenzo è stato costruito dalla Pontificia Ditta Cav. Giovanni Tamburini di Crema su progetto di Fernando Germani che lo inaugurò il 14 settembre 1967. Lo strumento è collocato in due distinti corpi sonori: uno nell’abside che comprende il “Positivo”, il “Grand’Organo” e “Pedale”; l’altro nel transetto di sinistra con “Recitativo Espressivo”, il “Solo Espressivo” e un’altra sezione del “Pedale”. Le canne sono in numero 5178 suonanti, facenti capo a 141 placchette di cui 87 registri sonori e un sistema di 8 combinazioni libere per 103 diversi banchi di memoria. L’intervento di restauro, durato più di un anno e affidato alla ditta Pietro Corna, ha riguardato pulitura e manutenzione straordinaria, intonazione e accordatura, miglioramento fonico strutturale con l’aggiunta del nuovo registro di Open Diapason 8′ e delle Trombe ad alta pressione di 16′-8′-4′ su misure Cavaillé-Coll (i nuovi registri sono contrassegnati da un asterisco nella disposizione fonica che segue).

Disposizione fonica

I. Positivo (61 note)
Abside
Principale 8′
Ottava 4′
XV (Decimaquinta) 2′
Ripieno 4 file 2′
Quintadena 8′
Flauto a camino 4′
Flauto in XII 2 2/3′
Ottavino 2′
Flauto in XVII 1 3/5′
Piccolo 1′
Cromorno 8′
Tromboncino 8′

Tremolo

III. Recitativo espressivo (61 note)
Transetto
Principalino 8′
Ottava 4′
Ripieno 5 file 2′
Bordone 16′
Bordone 8′
Viola dolce 8′
Flauto armonico 4′
Flautino 2′
Sesquialtera 2 file 2 2/3′-1 3/5′
Viola Celeste 2 file 8′
Tromba armonica 8′
Oboe 8′
Voci corali 8′
Tromba chamade 8’*

Tremolo

IV. Solo (61 note)
Transetto
Diapason 8′
Ottava 4′
Ripieno 5 file 2′
Flauto dolce 8′
Quintadena 4′
Cornetto 3 file 2 2/3′-1 3/5′
Fagotto 16′
Tromba dolce 8′
Tromba chamade 16’*
Tromba chamade 8’*
Tromba chamade 4’*

Tremolo

II. Grand’organo (61 note)
Abside
Principale 16′
Open Diapason 8’*
Principale dolce 8′
Ottava 4′
XII (Duodecima) 2 2/3′
XV (Decimaquinta) 2′
XVII (Decimasettima) 1 3/5′
XIX (Decimanona) 1 1/3′
XXII (Vigesimaseconda) 1′
Ripieno grave 5 file 2′
Ripieno acuto 6 file 1 1/3′
Flauto traverso 8′
Corno camoscio 8′
Flauto in VIII 4′
Voce umana 8′
Tromba 8′
Chiarina dolce 8′
Chiarina dolce 4′

Transetto (espressivo)
Diapason 8′
Ottava 4′
Ripieno 5 file 2′
Flauto dolce 8′
Tromba 8′

Pedale (32 note)
Abside
Principale acustico 32′
Principale 16′
Ottava 8′
XV (Decimaquinta) 4′
Ripieno 6 file 2 2/3′
Contrabbasso 16′
Corno di notte 16′
Basso 8′
Corno di notte 8′
Bombarda 32′
Trombone 16′
Tromba forte 8′
Cromorno 8′
Clarone 4′
Claroncino 2′

Transetto
Subbasso 32′
Principale 16′
Subbasso 16′
Bordone amabile 16′
Bordone 8′
Bordone amabile 8′
Flauto tappato 4′
Fagotto 16′
Fagotto 8′
Fagotto 4′

Unioni e accoppiamenti
Unione I-P, Unione II-P, Unione III-P, Unione IV-P, Acuta I-P, Acuta II-P, Acuta III-P, Acuta IV-P;
Unione III-I, Unione IV-I, Grave IV-I, Grave III-I, Grave I, Annullatore Unisono I, Acuta I, Acuta III-I, Acuta IV-I;
Unione I-II, Unione III-II, Unione IV-II, Grave IV-II, Grave III-II, Grave I-II, Grave II, Annullatore Unisono II, Acuta II, Acuta I-II, Acuta III-II, Acuta IV-II;
Unione IV-III, Grave IV-III, Grave III, Annullatore Unisono III, Acuta III, Acuta IV-III;
Unione II-IV, Grave IV, Annullatore Unisono IV, Acuta IV.

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L’organo della Basilica di San Pietro in Vaticano

17 settembre 2006 1 commento

La descrizione che segue tra virgolette è tratta dal sito del maestro Federico Borsari, che ringrazio molto per la cortese disponibilità.

«Oggi ci occuperemo di uno strumento che, pur non rivestendo particolari caratteristiche né come dimensioni né come qualità foniche, di diritto si inserisce nel novero dei ‘Grandi Organi’ per via del luogo ove esso si trova ad operare: la Basilica di San Pietro nella Città del Vaticano.
Il suono di questo strumento lo conosciamo tutti per averlo almeno una volta nella vita ascoltato in televisione durante le trasmissioni delle celebrazioni religiose del Sommo Pontefice. Di questo strumento però si sa poco o nulla, perchè si tratta di un’organo che ha una particolarità: non viene e non verrà mai usato né per concerti né per incisioni discografiche. Sotto le mani dell’amico James Edward Goettsche, Organista Titolare, questo strumento è esclusivamente dedicato al servizio liturgico e come tale viene utilizzato. Ecco il motivo per cui riteniamo di doverne fornire qualche notizia in più.
Questo organo è stato costruito da Tamburini nel 1962 unificando due precedenti strumenti, realizzati rispettivamente da Walcker nel 1894 e da Bossi nel 1902, entrambi su due tastiere e pedaliera e con trasmissione pneumatica. Nell’occasione Tamburini, oltre ad installare la trasmissione elettrica, ampliò la disposizione fonica degli strumenti, aggiungendo diversi registri a forte pressione (tra cui diverse ancie), ingrandendone le casse e dotando i due corpi d’organo di un sistema di ruote di tipo aeronautico azionate da servomotori elettrici per consentirne lo spostamento (ma i due corpi d’organo non si sono mai mossi dalla loro collocazione “storica”).
I corpi d’organo, secondo la tradizione liturgica, sono situati nel transetto della Basilica, rispettivamente in Cornu Epistulae ed in Cornu Evangelii. Il primo corpo d’organo comprende i registri della seconda e terza tastiera (ex organo Walcker), il secondo quelli della prima e della quarta (ex organo Bossi). I registri di pedale sono ripartiti nei due corpi come da necessità foniche. La consolle è posta accanto al corpo d’organo di sinistra all’interno degli stalli destinati alle cantorie. La trasmissione è elettrica. Una decina di anni fa questo strumento è stato dotato anche di una nuovissima consolle mobile dotata di sistema di trasmissione dati via onde radio, che può essere spostata agevolmente in ogni angolo della Basilica (ed è questa che viene utilizzata in occasione delle celebrazioni liturgiche pontificali che si svolgono nella piazza antistante la Basilica mentre il suono degli organi interni viene convogliato attraverso diversi microfoni nell’impianto di amplificazione e diffusione della piazza stessa).
Fonicamente parlando, questo strumento non ci riserva alcuna sorpresa. Si tratta di un normale, e neppur tanto grande, organo eclettico, tipico dell’epoca in cui è stato concepito. È comunque rimarchevole la presenza di numerosi registri, soprattutto ad ancia, a forte pressione, necessari a rendere più pieno e potente il suono che, purtuttavia, data l’enormità dell’ambiente in cui opera, si rivela appena sufficiente. È però doveroso dire che dato l’uso rigorosamente liturgico e di accompagnamento a cui è destinato, questo organo assolve pienamente ai suoi compiti istituzionali.»

(Tratto da http://xoomer.virgilio.it/fborsari/arretra/organi/euro09.html)

ORGANO TAMBURINI (1962)

Prima tastiera
Principale 16′
Principale Forte 8′
Principale Dolce 8′
Flauto 8′
Ottava 4′
Duodecima 2 2/3′
Decimaquinta 2′
Decimasettima 1 3/5′
Ripieno 6 file 1 1/3′
Ripieno 5 file 2′
Tromba 8′

Seconda tastiera
Sub-diapason 16′
Principale stentor 8′
Diapason 8′
Principale 8′
Ottava diapason 4′
Prestante 4′
Duodecima 2 2/3′
Decimaquinta 2′
Gran Ripieno 7 file 2′
Ripieno Acuto 5 file 1′
Cimbalo 3 file ½’
Flauto aperto 8′
Corno di camoscio 8′
Tromba bassa 16′
Tromba forte 8′
Tromba a squillo 8′
Tromba orizzontale 8′
Tromba a squillo 4′

Terza tastiera
Principale di legno 8′
Ripieno 5 file
Tibia profunda 16′
Bordone 8′
Tibia 8′
Flauto in selva 4′
Nazardo 2 2/3′
Flauto silvestre 2′
Viola forte 8′
Fugara 4′
Voce celeste 8′
Tromba armonica 8′
Tuba 8′
Tuba clarion 4′
* Tremolo

Quarta tastiera
Diapason 8′
Ottava diapason 4′
Bordone 8′
Flauto orchestrale 4′
Ottavino 2′
Viola 8′
Voce celeste 8′
Tromba bassa 16′
Tromba forte 8′
Tromba armonica 8′
Tromba a squillo 8′
Tromba orizzontale 8′
Trombina 4′
Tromba squillo 4′
* Tremolo

Pedale I Sezione
Acustico 32′
Diapason 16′
Gran quinta 10 2/3′
Ottava 8′
Ottava 4′
Tibia profunda 16′
Subbasso 16′
Flauto basso 8′
Violone contrabbasso 16′
Violone 8′
Tromba bassa 16′
Trombone 16′
Trombone 8′
Tromba forte 8′
Clarone 4′

Pedale II Sezione
Basso acustico 32′
Contrabbasso 16′
Principale 16′
Basso 8′
Ottava 4′
Subbasso 16′
Bordone 8′
Bombarda 16′
Tromba 8′

IL PROGETTO FRANCESE MAI REALIZZATO

La storia dell’organo della Basilica di San Pietro in Vaticano non è così semplice come si potrebbe supporre. L’attuale organo Tamburini è stato costruito solo nel 1962 e in passato erano stati proposti (e mai realizzati) altri progetti per la verità più grandiosi del presente. Aristide Cavaillé-Coll, il più grande tra gli organari europei dell’800, stese il primo progetto per l’organo della Basilica, che contava 124 registri, e nel 1875 lo presentò personalmente a Papa Pio IX. Nonostante gli apparenti elogi e le promesse del pontefice, il Vaticano non diede mai il via ai lavori. Altri artisti dell’epoca, tra cui Franz Liszt, manifestarono il loro sostegno nei confronti di Cavaillé-Coll per supportarlo in questa impresa che però appariva sempre più utopica. Nel 1884, nove anni dopo il primo tentativo, Cavaillé-Coll presentò per la seconda volta il suo progetto al nuovo Papa Leone XIII e qualche anno dopo gli donò anche un modellino in scala 1:10 del futuro strumento, ma anche questa volta la vicenda non ebbe alcun seguito. Il successore di Cavaillé-Coll, M. Charles Mutin, ampliò il progetto e propose a Pio X uno strumento dotato di 150 registri. La magnificenza del nuovo progetto era tale che Jean Huré scrisse: "è di tale bellezza e perfezione da rendere inutile ogni commento; […] non posso che esprimere la mia piena ammirazione per una concezione così logica ed ispirata; […] è per me un vero piacere poter ammirare un progetto d’organo senza avanzare alcuna benché minima riserva e potermi felicitare ancora una volta col nostro grande organaro francese" (cit. C. Moretti, "L’organo italiano", Casa musicale Eco, terza ediz.). La prima guerra mondiale era alle porte e, per raccogliere i fondi necessari alla realizzazione dello strumento, si riunì un comitato presieduto da Charles-Marie Widor che poi inviò il ricavato in Vaticano. Tuttavia il denaro non fu investito nella realizzazione del sofferto progetto dato che, dopo lo scoppio della guerra, si rese necessario rinnovare il pavimento del coro di San Pietro.

A seguire sono pubblicati i progetti, mai realizzati, prima di Cavaillé-Coll e poi di Mutin, tratti da Corrado Moretti, "L’organo italiano", terza ed., Casa musicale Eco. Quello che è certo è che le potenzialità di questi progetti non hanno nulla a che vedere con quelle dello strumento attuale.

Per ulteriori informazioni su come si sia arrivati all’organo attualmente in esercizio, consiglio di leggere un articolo (diviso in quattro parti) sul sito http://organoacanne.altervista.org di Giuseppe Distaso (Parte [I], [II], [III], [IV]).

PROGETTO CAVAILLÉ-COLL

L'organo progettato da Aristide Cavaillé-Coll per la basilica di San Pietro
Immagine tratta dal sito organoacanne.altervista.org

Pedale (30 note)
Basso acustico 32′
Principale basso 32′
Diapason (Montre) 32′
Contrabbasso 16′
Gran Quinta 10 2/3′
Principale 8′
Gran Terza 6 2/5′
Quinta 5 1/3′
Settima 4 4/7′
Ottava 4′
Gran Bordone 32′
Gran Flauto 16′
Subbasso 16′
Flauto 8′
Flauto tappato 8′
Violone 16′
Violoncello 8′
Contro Bombarda 32′
Bombarda 16′
Quinta di Bombarda 10 2/3′
Tromba 8′
Clarone 4′

Grand’organo (56 note)
Principale doppio (Montre) 16′
Diapason (Montre) 8′
Diapason 8′
Quinta 5 1/3′
Principale 4′
Ottava 4′
Quinta 2 2/3′
Superottava 2′
Fornitura grave 4 file
Gran Cembalo 5 file
Fornitura 3 file
Cembalo 4 file
Bordone 16′
Flauto armonico 8′
Bordone 8′
Flauto 4′
Viola da gamba 8′
Dulciana 8′
Controfagotto 16′
Tromba armonica 8′
Fagotto 8′
Clarone 4′

Gran Coro
Basso acustico 16′
Diapason 8′
Principale 4′
Sesquialtera 3 file
Flauto armonico doppio 16′
Flauto armonico 8′
Flauto 4′
Piccolo 2′
Cornetto 5 file 8′
Violoncello 8′
Unda maris 8′
Tuba magna 16′
Tuba mirabilis 8′
Quinta di Tromba 5 1/3′
Clarone 4′
Ottava di Clarone 2′

Organo di bombarda
Basso di Principale 16′
Keraulophone 8′
Principale 4′
Gran Terza 3 1/5′
Quinta 2 2/3′
Settima 2 2/7′
Superottava 2′
Quintatòn 16′
Flauto armonico 8′
Flauto conico 8′
Bordone 8′
Gran Flauto 4′
Gran Cornetto 5 file 16′
Bombarda 16′
Tromba 8′
Clarone 4′

Organo positivo
Diapason 8′
Plein Jeu 5 file
Bordone 16′
Flauto traverso 8′
Corno di notte 8′
Flauto dolce 4′
Nazardo 2 2/3′
Flagioletto 2′
Violone 16′
Salicionale 8′
Dulciana 4′
Voce angelica 8′
Corno armonico 16′
Tromba armonica 8′
Cromorno 8′
Fagotto-Oboe 8′

Organo recitativo-espressivo
Flauto 4′
Principale 4′
Bordone 16′
Corno dolce 16′
Flauto armonico 8′
Flauto a padiglione 8′
Flagioletto 2′
Cornetto 5 file
Gamba 8′
Voce celeste 8′
Dulcetta 4′
Fagotto 16′
Tromba armonica 8′
Cornamusa 8′
Clarone armonico 4′
Voce umana 8′

Organo solo
Diapason 8′
Subbasso 16′
Flauto conico 16′
Flauto traverso 8′
Quintatòn 8′
Flauto 4′
Nazardo 2 2/3′
Quarta di Nazardo 2′
Terza 1 3/5′
Larigot 1 1/3′
Settima 1 1/7′
Piccolo 1′
Corno inglese 16′
Clarinetto 8′
Tromba armonica 8′
Violino armonico (ancia) 8′

N. 28 dispositivi meccanici a pedaletto per le unioni e le combinazioni.

PROGETTO MUTIN

Pedale (32 note)
Basso acustico 64′
Principale basso 32′
Principale (Montre) 32′
Contrabbasso 16′
Gran quinta 10 2/3′
Diapason 8′
Gran Terza 6 2/5′
Quinta 5 1/3′
Settima 4 4/7′
Ottava 4′
Terza 3 1/5′
Quinta 2 2/3′
Gran Flauto 16′
Subbasso 16′
Gran Flauto 8′
Bordone 8′
Violone basso 16′
Violoncello 8′
Viola 4′
Contro Bombarda 32′
Bombarda 16′
Quinta di Bombarda 10 2/3′
Tromba 8′
Quintina 5 1/3′
Clarone 4′

Grand’organo (61 note)
Principale (Montre) 16′
Gran Quinta 10 2/3′
Principale (Montre) 8′
Diapason 8′
Quinta 5 1/3′
Prestant 4′
Ottava 4′
Quinta 2 2/3′
Doublette 2′
Terza 1 3/5′
Fornitura grave 4 file
Gran Cembalo 5 file
Fornitura 3 file
Cembalo 4 file
Bordone 16′
Flauto armonico 8′
Bordone 8′
Flauto ottaviante 4′
Gamba 16′
Viola da gamba 8′
Dulciana 8′
Bombarda 16′
Controfagotto 16′
Tromba armonica 8′
Fagotto 8′
Clarone 4′
Soprano 4′

Organo di bombarda
Basso di Principale 16′
Keraulophone 8′
Gran Quinta 5 1/3′
Principale 4′
Gran Terza 3 1/5′
Quinta 2 2/3′
Settima 2 2/7′
Terza 1 3/5′
Plein Jeu 5 file
Quintatòn 16′
Flauto armonico 8′
Flauto conico 8′
Jubal 8′
Bordone 8′
Gran Flauto 4′
Ottavino 2′
Piccolo armonico 1′
Gran Cornetto 5 file 16′
Violino 4′
Tuba magna 16′
Tuba mirabilis 8′
Quinta di Tromba 5 1/3′
Clarone 4′
Ottava di Clarone 2′

Organo positivo
Diapason 8′
Principale 4′
Plein Jeu 5 file
Bordone 16′
Flauto traverso 8′
Corno di notte 8′
Flauto dolce 4′
Nazardo 2 2/3′
Flagioletto 2′
Carillon 3 file
Cornetto 5 file 8′
Basso di Violino 16′
Salicionale 8′
Viola 8′
Voce angelica 8′
Corno armonico 16′
Tromba armonica 8′
Cromorno 8′
Fagotto-Oboe 8′
Violino armonico (ancia) 4′

Organo recitativo-espressivo
Diapason 8′
Prestante 4′
Plein Jeu 7 file
Bordone 16′
Flauto armonico 8′
Flauto a padiglione 8′
Bordone 8′
Gran Nazardo 5 1/3′
Flauto ottaviante 4′
Gran Terza 3 1/5′
Nazardo 2 2/3′
Settima 2 2/7′
Ottavino 2′
Terza 1 3/5′
Larigot 1 1/3′
Settima 1 1/7′
Piccolo 1′
Gran Cornetto 5 file
Gamba 16′
Viola da gamba I 8′
Viola da gamba II 8′
Voce celeste I 8′
Voce celeste II 8′
Viola d’amore 4′
Eolina 4′
Bombarda 16′
Clarinetto 16′
Tromba armonica 8′
Clarinetto 8′
Quinta di Tromba 5 1/3′
Cornamusa 8′
Clarone armonico 4′
Ottava di Clarone 2′
Voce umana 8′

Organo solo
Diapason 8′
Subbasso 16′
Flauto conico 8′
Flauto traverso 8′
Quintatòn 8′
Flauto ottaviante 4′
Nazardo 2 2/3′
Quarta di Nazardo 2′
Terza 1 3/5′
Larigot 1 1/3′
Settima 1 1/7′
Piccolo 1′
Viola da gamba 8′
Violino 4′
Corno inglese 16′
Corno armonico 8′
Tromba armonica 8′
Clarone armonico 4′

En chamade:
Tuba magna 16′
Tuba mirabilis 8′
Quinta di Tromba 5 1/3′
Corno armonico 4′

N. 100 dispositivi meccanici a pedaletto e a pistoncino per le unioni e le combinazioni.

Bibliografia: Corrado Moretti, "L’organo italiano" terza edizione, casa musicale Eco.

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