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Contra cannas

24 giugno 2005 11 commenti

È di qualche settimana fa la notizia secondo cui l’uso di "droghe leggere" sia in aumento tra i giovanissimi. Credo che sia un dato su cui riflettere. Chi non ha mai visto o sentito di ragazzi che fumavano una "canna"? Credo nessuno. Il gabinetto della scuola, un prato isolato, qualsiasi posto appartato, sono l’ideale. La prima domanda che si pone è: perché i ragazzi, sempre più piccoli, ne sono attratti? È questo il vero problema da risolvere; legalizzare le "droghe leggere" non risolverebbe niente, anzi probabilmente sarebbe controproducente. Non si vuole, in questa sede, indagare sulla provenienza della marijuana, che non conosco e, francamente, non mi interessa affatto. Piuttosto è bene concentrarsi sui motivi che stanno alla base del fenomeno.

Ebbene, i motivi non saltano agli occhi; si potrebbe pensare allo stress dovuto alla scuola, ma credo si tratti di una causa marginale. Molti ragazzi che non hanno problemi, né a scuola né in famiglia, fumano abitualmente le canne. Ciò che è preoccupante, infatti, è che in genere non c’è un motivo reale! Si fumano le canne per essere come gli altri, come quello che per primo, nel gruppo, ha concepito questo discutibile modo di divertirsi.

È molto triste da constatare. E poi, cosa c’è di più triste dell’uniformarsi?

Certo, se non si conoscessero i danni che arreca questo "divertimento" si potrebbe pensare che, in fondo non ci sia niente di male; ma oggi tutti sanno cosa succede. Alla domanda: "Ma lo sai che fa male? Che i danni sono irreversibili?" rispondono: "Lo so!", e non con il fare seccato che ci si aspetterebbe, ma anzi con aria triste, come se non ci fosse alternativa; è la risposta che ci si potrebbe aspettare da un quarantenne col vizio della sigaretta, il quale, magari per lo stress quotidiano, non trova la calma e la pazienza di smettere; ed è qui che, richiamando il titolo dell’articolo, c’è davvero da pensare. Parlandone con un amico, lui ha commentato dicendo: "Ma lo sanno che, quando i neuroni muoiono, poi non si rigenerano?"; ebbene LO SANNO.

È ovvio dunque che, a valutare pro e contro del fumarsi l’erba, venga fuori che non conviene. È veramente necessario essere un po’ fuori di se per divertirsi? E vale la pena di rischiare anche il nostro cervello?

Chi fuma per sentirsi grande (o per sentirsi meglio), perde ogni volta parte della propria dignità di fronte agli altri.

Chi, poi, crede che non fumare sia addirittura stupido, è uno sciocco.

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